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E' una delle località
del Mezzogiorno d'Italia che è riuscita a ritagliarsi una notorietà
diffusa per i suoi numerosi aspetti caratterizzanti, tutti in qualche modo
legati alla posizione geografica della cittadina salentina.

Punta estrema sul versante orientale dell'Italia, Otranto dista appena
70 Km dalla costa balcanica e ciò ne ha contrassegnato nel bene e nel male
il suo destino in quanto centro di intrecci economici e culturali tra oriente e occidente.
Le sue origini sono piuttosto lontane ed incerte ma quello che più conta è
il suo sviluppo tanto da farne il capoluogo naturale dell'estremo tacco
d'Italia cui da anche il nome di Terra d'Otranto.
La storia di Otranto è segnata dall'invasione dei Turchi del 1480 ed al
conseguente martirio di 800 otrantini che difesero sino
all'ultimo la loro fede cristiana.
A tale evento seguì un periodo di declino di cui beneficiò la città di
Lecce.
Oggi Otranto si presenta
come una cittadina che conserva gelosamente la sua storia ed i suoi pochi ma
significativi monumenti.

L'intero centro storico esprime fra vicoli e piazzette una continua
manifestazione di dettagli architettonici testimoni del tempo e della
bravura degli scalpellini nel lavorare la pietra.
Nello stesso tempo, Otranto si presenta all'attenzione del turista con il
suo inconfondibile mare, l'ospitalità naturale della gente e le sue
qualificate strutture ricettive alcune delle quali gestite da operatori
internazionali.
Ne risulta un raro esempio di località dove è possibile unire al piacere del
mare l'interesse verso la storia e l'architettura.
Una serie di
manifestazioni culturali, spettacoli, feste popolari animano l'estate
idruntina. Negli ultimi anni va affermandosi il
"Festival di Terra
d'Otranto" manifestazione di cultura e spettacoli espressione dei popoli
del Mediterraneo.
Fra i monumenti che
meritano segnalazione vi è certamente la
Cattedrale di Otranto.

Costruita verso la fine dell'XI sec. e sottoposta a ristrutturazioni in
seguito ai danneggiamenti subiti durante l'invasione turca, si affaccia su
una piccola piazza da dove è possibile ammirare il rosone riccamente
decorato dal sapiente lavoro degli scalpellini. All'interno si sviluppa sul
pavimento un mosaico di circa 600 mq opera del monaco Pantaleone (XII sec.)
che intese rappresentare, con un intreccio infinito di tessere policrome di
calcare durissimo, l'albero della vita.
All'interno della
Cattedrale, in un'apposita Cappella sono conservate le reliquie di una parte
degli 800 martiri e sotto l'altare è conservato il ceppo della
decapitazione; le reliquie degli altri martiri sono conservate nella Chiesa
di Santa Caterina a Napoli.
Sempre dalla Cattedrale,
anche se grazie al gioco dei dislivelli gode di un accesso diretto dalla
strada, si entra nella Cripta fra i cui particolari vi sono le 42 colonne di
stile diverso.
Altro sito importante è
il Castello Aragonese ubicato nell'angolo sud - ovest della città a poca
distanza dalla Cattedrale.
Progettato su base pentagonale con ampio fossato e porta d'ingresso rivolta
verso la città, presentava su tre angoli delle torri, su un altro uno
spuntone proteso verso il mare mentre il quinto angolo non presentava alcun
organo di fiancheggiamento.
Di quanto realizzato dagli Aragonesi rimane solo una torre mentre il resto
della costruzione è da attribuire ai Vicerè Spagnoli.
Le sue sale interne mostrano interessanti affreschi e rappresentano un vero
e proprio patrimonio dal punto di vista architettonico: eccezionale è la
sala triangolare con la volta a forma di chiglia di nave realizzata con
conci posizionati a spina di pesce.
E' famoso nel mondo per essere stato il primo castello ad essere infestato
dai fantasmi come risulta dal romanzo
"The Castle of Otranto" di Horace
Walpole.
Altri luoghi otrantini che meritano di essere visitati sono:
la Chiesa di San Pietro, la Chiesa di San Francesco di Paola sul colle dei Martiri
e i resti dell'abbazia di S. Nicola di Casole.
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